11_09_2012| IMU E TRASFERIMENTI, MISEROCCHI (PDL): SCONTRO IN ATTO TRA COMUNE E CATEGORIE

Martedì, 11 Settembre 2012

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IMU E TRASFERIMENTI, MISEROCCHI (PDL): SCONTRO IN ATTO TRA COMUNE E CATEGORIE


“C’è uno scontro in atto tra Comune di Rimini e associazioni di categoria, sintetizzato e personalizzato nel confronto aspro Gnassi – Bugli ma sicuramente di dimensioni più ampie”, fa notare Fabrizio Miserocchi, coordinatore provinciale del Pdl.


Al di là dello scontro evidente sui quotidiani di questa mattina, tra Salvatore Bugli di Cna e l’assessore al bilancio Gian Luca Brasini, sui trasferimenti dallo Stato che secondo il Sole 24 ore saranno più corposi di quanto previsto in fase di votazione della manovra finanziaria da parte delle amministrazione e secondo il Comune di Rimini no, secondo Miserocchi, “in realtà si tratta di una contrapposizione tra un’amministrazione burocratica e onnivora che non produce sviluppo e una classe produttiva di piccoli imprenditori che ogni giorno lotta per sopravvivere e che fa il tessuto di ricchezza del nostro territorio”.


In pratica, proprio in funzione dei presunti maggiori trasferimenti Bugli ieri ha proposto agli amministratori locali una revisione al ribasso dell’ultima rata imu per gli immobili commerciali, accorgimento possibile e che altri comuni stanno mettendo in pratica, ma che Rimini sembra aver rifiutato in maniera abbastanza categorica.


“La proposta di una riduzione, anche lieve, dell’imu sugli immobili utilizzati nell’esercizio delle attività commerciali e artigianali sarebbe un segnale importante, non solo per il tentativo di stimolare un economia in agonia ma ancor più per sancire un rinnovato patto sociale nel quale chi intraprende senta l’amministrazione come amica e non un ostacolo di lacci e lacciuoli. Insomma un’iniezione di fiducia”.


Il problema della città, secondo Miserocchi è che “c’è un uomo solo al comando che ha i suoi progetti e le sue istanze, incapace di ascolto e di mediazione. Il popolo della libertà sarà sempre al fianco di tutte quelle persone coraggiose dell’impresa e del lavoro che non accettano più questa verticistica gestione della cosa pubblica e decidono di far sentire la loro voce”.